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Processuscondylarismandibulae

OBIETTIVO:
Questo studio si propone di valutare i cambiamenti nel tempo dell’intensità del dolore (VAS) e di soglia del dolore di pressione (PPT) dei temporale anteriore e muscoli masseteri con un protocollo di trattamento che unisce la consulenza e la stabilizzazione dell’apparecchio così come i suoi effetti sui fattori psicosociali.
METODI:
Venti le persone con dolore miofasciale dei muscoli della mascella che durano da almeno sei mesi sono stati selezionati per uno studio non controllato prima-dopo. Counseling è stata eseguita dando informazioni sul dolore miofasciale e consulenza in autogestione. apparecchi di stabilizzazione sono state consegnate una settimana dopo la prima sessione di consulenza. Un certo numero di variabili di risultato (cioè scala analogica visiva [VAS], soglia di pressione del dolore [PPT] e della ricerca diagnostica Criteri per Disordini Temporomandibolari asse II [RDC / TMD]) sono stati valutati in diversi punti di valutazione durante un periodo di sei mesi di follow-up. ANOVA per misure ripetute e test di correlazione di Pearson sono stati utilizzati per valutare le variazioni nelle variabili di risultato nel corso del tempo.
RISULTATI:
Rispetto ai dati di base, una significativa variazione positiva è stata trovata alla settimana 1 °, 1 °, 3 °, e le valutazioni 6 ° mese per i valori di VAS (p <0,0001) e alla settimana 1 °, 3 °, e le valutazioni mese 6 ° per i valori PPT (P < 0.05). I valori RDC / TMD Asse II erano significativamente differenti (P <0.05) rispetto al basale a tutti i punti di valutazione.
CONCLUSIONE:
L’associazione di consulenza e stabilizzazione apparecchio è efficace nella gestione del dolore miofasciale cronico dei muscoli della mascella. Futuri studi controllati sono necessari per arrivare più in profondità la valutazione dell’efficacia relativa di consulenza e di stabilizzazione elettrodomestici.

 
Therapeutic effectiveness of a combined counseling plus stabilization appliance treatment for myofascial pain of the jaw muscles: A pilot study.

OBJECTIVE:
This study aims to assess changes over time in pain intensity (VAS) and in pressure pain threshold (PPT) of the anterior temporalis and masseter muscles with a treatment protocol combining counseling and stabilization appliance as well as its effects on psychosocial factors.
METHODS:
Twenty individuals with myofascial pain of jaw muscles lasting from at least six months were selected for an uncontrolled before-after study. Counseling was performed by giving information on myofascial pain and advice on self-management. Stabilization appliances were delivered one week after the first counseling session. A number of outcome variables (i.e. visual analogue scale [VAS], pain pressure threshold [PPT] and Research Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders axis II [RDC/TMD]) were assessed at different evaluation points during a six-month follow-up. ANOVA for repeated measures and Pearson’s correlation test were used to evaluate changes in the outcome variables over time.
RESULTS:
Compared to baseline data, a significant positive change was found at the 1st week, 1st, 3rd, and 6th month evaluations for VAS values (P < 0.0001) and at the 1st week, 3rd, and 6th month evaluations for PPT values (P < 0.05). RDC/TMD axis II values were significantly different (P < 0.05) from baseline to all evaluations points.
CONCLUSION:
The association of counseling and stabilization appliance is effective in the management of chronic myofascial pain of jaw muscles. Future controlled studies are required to get deeper into the assessment of the relative effectiveness of counseling and stabilization appliances.

 

 

 

chirurgia-atm

 L’esame articolazione temporo mandibolare rx  è uno studio radiografico del cranio, utilizzato per visualizzare eventuali anomalie, ma anche per effettuare misurazioni dettagliate prima di procedere con un trattamento ortodontico. L’esame dell’articolazione temporo mandibolare rx è in grado di dare la visuale completa delle ossa e dei profili del massiccio facciale dei tessuti molli del paziente (naso, labbra e mento). La teleradiografia del cranio è un esame effettuato spesso a bambini, preadolescenti e adolescenti.

 L’esame si esegue utilizzando un apparecchio radiografico specifico che consente di posizionare in un determinato modo il capo del paziente, così da poter poi eventualmente ripeterlo in fase successiva, per comparazioni. L’emissione delle radiazioni è la più bassa possibile (nettamente inferiore rispetto alla tecnica della pellicola tradizionale). Per tutta la durata dell’esposizione, per garantirne la massima protezione, al paziente viene fatto indossare un grembiule pararaggi.

L’indagine viene eseguita da un professionista formato allo scopo (TSRM – Tecnico sanitario di radiologia Medica). L’esame vi verrà consegnato all’accettazione entro mezz’ora dalla sua esecuzione, fornito di supporto blue-film, nonché in formato digitale tramite i codici forniti al momento della fatturazione, a partire dal giorno successivo.. L’esame è corredato se necessario con immagini Endorali (senza nessun costo aggiuntivo) ed è sempre accompagnato da referto radiologico, stilato da un Medico Radiologo.

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La sublussazione della mandibola è un evento che colpisce prevalentemente soggetti in giovane età e spesso non riveste alcun significato patologico. Già in questa fase compare il caratteristico rumore di “click”, che tuttavia viene percepito soltanto quando i denti vengono serrati fortemente in massima intercuspidazione e la pressione occlusale sia subito interrotta. Il condilo, sotto la pressione della muscolatura, si alloggia un poco distalmente rispetto alla sua posizione fisiologica al centro della fossa, mentre all’esaurirsi della tensione esercitata dai muscoli elevatori torna ad occupare la sua sede normale sulla zona mediana, scivolando attraverso il bordo posteriore del disco e producendo il tipico suono. Talvolta, con il protrarsi della sintomatologia, il rumore è udibile anche nella fase più precoce del movimento di apertura e nella fase terminale del movimento di chiusura della bocca, solo di rado si avverte anche in lateralità e protrusiva; questo rumore non è fisso e vi è la tendenza della mandibola a ricentrarsi subito dopo.

Il “click reciproco” si apprezza ad una distanza interincisiva minore rispetto al rumore che si avverte in apertura, all’approssimarsi dell’occlusione: in chiusura, la lamina retrodiscale superiore concorre a conservare l’allineamento del complesso condilo-meniscale mentre in apertura il condilo deve superare con una certa fatica il bordo posteriore del disco prima di raggiungere la banda intermedia.

Il dolore è generalmente assente in questa fase, né appaiono limitazioni funzionali. Sebbene il disco ostacoli il tragitto del condilo omolaterale (producendo il suo rallentamento), la deviazione della linea mediana che ne consegue risulta impercettibile grazie al repentino allineamento del complesso condilo-meniscale

Non è necessario intervenire per eliminare i rumori articolari, anche perché sovente recidivano e comunque tali pazienti non sono patologici. È sufficiente informare il soggetto della causa del suo disturbo.

Solitamente la sublussazione mandibolare è causata da traumi che possono anche essere lievi quali un’apertura eccessiva e violenta della bocca o anche uno sbadiglio o da trattamenti odontoiatrici prolungati, situazioni in cui i muscoli temporali sono soggetti ad uno sforzo.
Altre cause della fuoriuscita del condilo possono essere:

trattamento chirurgico Lussazioni ATM

•    Legamenti lassi. Le lussazioni che hanno una tale eziologia sono generalmente annoverate in quelle congenite. In altre parole si nasce con i legamenti che stabilizzano l’articolazione mandibolare deboli per cui basta un sforzo anche minimo, come un sorriso a bocca troppo aperta o uno sbadiglio, per provocare la disarticolazione. Ne soffrono percentualmente più le donne che non gli uomini. Segno premonitore è un leggero click che si avverte nelle orecchie durante la masticazione.
•    Infiammazioni dell’articolazione. Producono una riduzione del liquido sinoviale e quindi attriti durante la masticazione che possono col tempo sfociare nella lussazione.
•    Traumi violenti. Come quelli procurati da incidenti automobilistici, colpi durante incontri di pugilato,etc.
Quali sono i sintomi?
La mandibola lussata di solito provoca molto dolore cui si associano:
•    Deformazione del naturale assetto della bocca, la mandibola, infatti, può essere deviata lateralmente o in avanti;
•    Denti disallineati.
•    Incapacità di serrare i denti e masticare.
•    Dolore alla testa, alla mandibola, all’orecchio anche al tatto.
•    Difficoltà nel parlare
Per la diagnosi della patologia basta generalmente la constatazione visiva dello specialista. In casi dubbi e per una diagnosi certa come per tutte le articolazioni si può ricorrere all’ artroscopia ossia all’introduzione nella capsula articolare di un sottile catetere che reca una telecamera miniaturizzata che consente di visualizzare l’interno dell’articolazione ingrandito su un monitor all’esterno.

TRATTAMENTO CHIRURGICO LUSSAZIONI ALLA MANDIBOLA
Caratterizzata da fuoriuscita del condilo mandibolare dalla cavità glenoidea e quando questo resta bloccato anteriormente all’eminenza articolare.
Può essere causa di deficit funzionali, deformità facciali e dolore.
Mandibola Bloccata cosa fare?

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SCELTE DI TRATTAMENTO
Conservativo:
gnatologico-protesico
fisioterapia dell’ATM
riabilitazione psicologico/psichiatrica
iniezioni di agenti all’interno dell’ATM, dei legamenti e del tessuto bilaminare
Chirurgico:
diminuzione del tubercolo articolare: favorisce la riduzione della lussazione
creare una barriera al movimento di traslazione condilare: utilizzo di diversi materiali come il Medpor, ancorette in titanio, innesti ossei, osteosintesi ad L.

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Le ricostruzioni della mandibola diviene necessaria quando si presentano un gruppo di condizioni, di segni e sintomi, spesso dolorosi che colpiscono uno o più componenti dell’apparato masticatorio che sono l’articolazione temporo- mandibolare (ATM), i muscoli della masticazione, i denti e le loro strutture di sostegno.

Ci si occupa sicuramente di correggere le deformità con una grande attenzione all’estetica facciale, ma anche di ripristinare le funzioni a cui la bocca, il naso e le orbite sono deputate. Le tecniche ricostruttive prevedono di utilizzare tessuti prelevati dal paziente stesso (detto autologo), ma anche di differenti origini come il titanio, la ceramica, l’osso di banca, ecc. Per l’ottimizzazione dei risultati eseguiamo una programmazione con metodi informatizzati e modelli tridimensionali. Ad oggi però ma le mani e la testa del chirurgo sono ancora insostituibili. La ricostruzione con tessuto autologo prevede di prelevare pelle, muscolo, osso, nervo da altre parti del corpo o dalla zone vicine al deficit e di reimpiantarle a ricostruire le porzioni mancanti, lasciando degli esiti leggeri a livello delle zone di prelievo. L’uso di tecniche microchirurgiche è ampiamente evoluto. Queste permettono di prelevare contemporaneamente differenti tipologie di tessuto anche a distanza dalla zona ricevente (ad es. il prelievo di osso e pelle dalla gamba per la ricostruzione della mandibola e della guancia).

Processuscondylarismandibulae

Processuscondylarismandibulae

Chirurgia maxillo facciale a Treviso, il dottor Luca Guarda Nardini è il nuovo primario. Proviene da Padova, dove si è affermato a livello internazionale.


Ex direttore dell’unità operativa per il trattamento per le malocclusioni e dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare dell’azienda ospedaliera di Padova, dove è stato in servizio dal 1998 è autore di oltre 155 pubblicazioni, nel 2013 la prestigiosa agenzia statunitense “Expertscape” (specializzata nelle classifiche di merito tra ricercatori e reparti universitari per metterle a disposizione dei governi e delle organizzazioni dei pazienti) ha riconosciuto l’unità da lui diretta al primo posto per la qualità della produzione scientifica in merito alle patologie trattate e lo stesso Guarda Nardini, con un suo collaboratore, tra i primi tre ricercatori nella classifica individuale di oltre 2.700 accademici classificati.